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	<description>I mille volti dell&#039;arte</description>
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		<title>I materiali di stampa nel mondo del graphic design</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 11:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Empatia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il graphic design è il vero e proprio fulcro dell’attuale settore della comunicazione visiva. Questa attività consiste nella progettazione grafica di tutto ciò che ha a che vedere con la comunicazione di un messaggio – o più d’uno – ad &#8230; <a href="http://www.arte-com.it/grafica/i-materiali-di-stampa-nel-mondo-del-graphic-design/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arte-com.it/wp-content/uploads/2012/04/stampa-300x212.jpg" alt="La graphic design e la stampa" title="I materiali di stampa nel mondo del graphic design" width="300" height="212" class="alignleft size-medium wp-image-38" /><strong>Il graphic design è il vero e proprio fulcro dell’attuale settore della comunicazione visiva. Questa attività consiste nella progettazione grafica di tutto ciò che ha a che vedere con la comunicazione di un messaggio – o più d’uno – ad un target di pubblico; di notevole importanza sono, perciò, i supporti dei quali si avvale il graphic design.</strong></p>
<h2>I supporti utilizzati nella stampa</h2>
<p>Il graphic design è nato relativamente poco tempo fa, con l’invenzione della stampa, ma da allora di strada ne ha fatta parecchia. Numerosi sono i supporti dei quali oggigiorno si avvale questo settore creativo, ma la carta in tutte le sue varianti rimane di gran lunga quello più importante. Grazie ai moderni dispositivi di stampa è possibile ottenere in poco tempo, e a basso costo, un elevato numero di copie del progetto grafico realizzato, ad esempio stampandolo in dépliant, libri, volantini, coupon e altre soluzioni di diverso formato. Fra i tipi di supporto più utilizzati per la stampa vi sono la carta comune (con una grammatura che va da 10 a 150 g/m2), il cartoncino (da 150 a 450 g/m2) e il cartone vero e proprio (da 450 a 1200 g/m2). Tipologie speciali di carta sono ad esempio quella patinata per la realizzazione delle riviste oppure la carta politenata che solitamente si impiega per le stampe fotografiche. </p>
<h2>Gli inchiostri utilizzati nei processi di stampa</h2>
<p>Una volta realizzato il progetto grafico e scelto il supporto più idoneo, viene il momento di procedere con l’ultima fase: la stampa. Per fare questo si possono utilizzare ad esempio stampanti offset tipografiche oppure ricorrere alla stampa digitale e, in particolare, a dispositivi a getto d’inchiostro oppure stampanti laser. Al fine di essere competitivi sul mercato e di contenere i costi, molte aziende ricorrono ad inchiostri per la stampa non originali. Tra le modalità di acquisto preferite non solo dai professionisti, ma anche dai privati, vi sono i numerosi portali di e-commerce specializzati nella vendita di consumabili di stampa. Tra di essi troviamo ad esempio toner24 che è una delle aziende leader del settore; su <a href="http://www.toner24.it/">toner24</a> è infatti possibile trovare un’ampia gamma di prodotti sia dei marchi più famosi che dei produttori specializzati di nicchia.</p>
<p>Foto: katyatriling@gmail.com</p>
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		<title>Scuole di design</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 10:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Empatia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Design d'interni]]></category>
		<category><![CDATA[Dottorati di ricerca]]></category>
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		<category><![CDATA[Politecnico di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole di Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Attorno al concetto di design ruotano idee, scuole, master e corsi di specializzazione. Una delle scuole di design per eccellenza in Italia è quella del politecnico di Milano. Si tratta di un polo di alta specializzazione all’interno del quale i &#8230; <a href="http://www.arte-com.it/design/scuole-di-design/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-25" title="Facoltà" src="http://www.arte-com.it/wp-content/uploads/2012/01/Università-300x200.jpg" alt="Università di Milano" width="300" height="200" /><strong>Attorno al concetto di design ruotano idee, scuole, master e corsi di specializzazione. Una delle scuole di design per eccellenza in Italia è quella del politecnico di Milano. Si tratta di un polo di alta specializzazione all’interno del quale i giovani diplomati possono scegliere tra diversi percorsi di studio. Si tratta di corsi a numero chiuso a cui è possibile accedere solo in seguito a severe selezioni.</strong></p>
<h2>La scuola di design più importante d’Italia</h2>
<p>La laurea al Politecnico di Milano si articola il quattro percorsi di studio: quello del design del prodotto industriale, quello per il design degli interni, quello del design della comunicazione ed, infine quello del design della moda. Questi quattro corsi fanno riferimento al programma di studio triennale a cui, volendo, può seguire anche una laurea specialistica e un dottorato di ricerca. Durante il biennio destinato alla specializzazione i neolaureati alla triennale possono scegliere di approfondire l’oggetto di studio già toccato durante il triennio oppure possono cimentarsi in due nuovi corsi di studio: quello del design navale e nautico e quello del progetto e ingegnerizzazione del prodotto industriale. Per chi volesse specializzarsi ulteriormente dopo il conseguimento della laurea triennale e specialistica, è possibile accedere a vari master offerti dal Politecnico, alcuni dei quali tra i più importanti d’Italia. Infine, il percorso di studio del Politecnico di Milano può terminare, per i più bravi, con un dottorato di ricerca.</p>
<h2>Il design d’interni è il corso più gettonato dagli studenti</h2>
<p>Secondo i dati rilasciati dal Politecnico il percorso di studi a cui desidera accedere la maggior parte degli aspiranti iscritti al Politecnico è quello per il design d’interni. I posti messi a disposizione della scuola sono trecento ma tra questi venti sono destinati a studenti provenienti da altri paesi. Si tratta di un percorso alla fine del quale gli studenti acquisiranno la capacità di riempiere uno spazio interno con l’ausilio di diversi elementi. Il percorso di studio non è, in questo caso, sono teorico ma prevede anche un’ applicazione pratica di quanto appreso in linea teorica. Gli studenti, infatti, impareranno a disporre gli oggetti interni a seconda degli spazi che siano essi quelli ampi destinati ad un museo o ad un ospedale, o quelli più piccoli di una mansarda e di un loft.</p>
<p>Foto: chiakto &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Design</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Empatia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Arredo design]]></category>
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		<description><![CDATA[Il concetto di design è particolarmente ampio ed include una serie di idee oltre ad essere passibile di innumerevoli applicazioni. In senso generico, il design indica un progetto. Non un progetto generico, bensì il progetto di una costruzione edilizia o &#8230; <a href="http://www.arte-com.it/design/design/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8" title="Sedia" src="http://www.arte-com.it/wp-content/uploads/2012/01/Sedia-200x300.jpg" alt="Design sedia" width="200" height="300" /><br />
<strong>Il concetto di design è particolarmente ampio ed include una serie di idee oltre ad essere passibile di innumerevoli applicazioni. In senso generico, il design indica un progetto. Non un progetto generico, bensì il progetto di una costruzione edilizia o architettonica che sia. Tuttavia il design indica anche lo stile di un arredamento, di una collezione di moda o di un’opera d’arte.</strong></p>
<h2>Design: arredamento, moda, arte e cultura</h2>
<p>Una molteplicità di significati per un concetto tutto sommato moderno che negli ultimi anni è diventato quasi sinonimo di modernità. Parlare di un arredamento design, infatti, oggi equivale ad indicare una mobilia moderna, dai colori sobri e dalle linee essenziali. Questo significato di design, inoltre, ha investito anche la moda e l’arte. Un’opera d’arte design, ad esempio, è quasi sempre un’opera d’arte moderna. Sicuramente per design non si intende un dipinto del cinquecento, ma piuttosto un quadro futurista. Il design è dunque qualcosa che ha anche fare con la linea: la linea di un’automobile, di una scarpa firmata, di un mobile d’arredo. Il design è, inoltre, sinonimo di qualità e un oggetto design è, nella maggior parte dei casi, anche un oggetto firmato.</p>
<h2>Oggetti d’arredo design: modernità e futurismo si sposano</h2>
<p>La parola design, negli ultimi anni, viene quasi sempre associata agli oggetti d’arredo. Si tratta di sedie particolari dalla forma allungata, squadrata e, comunque, sempre insolite, diverse e mai viste prima. Design oggi sono i complementi d’arredo moderni, dalle librerie che diventano strisce di plastica attaccate al muro alle posate in plastica coloratissime passando per panche, letti e oggetti da camera. La parola d’ordine dell’arredo design è stupire. L’importante è creare una forma, una linea nuova, futurista, moderna e mai vista prima. Sono in molti, oggi, gli amanti di questo stile moderno e avanguardista che nasce come qualcosa di profondamente nuovo ma che in realtà ha alle spalle artisti e maestri che hanno studiato l’arte classica e contemporanea e che oggi mettono il loro sapere a disposizione dei nuovi materiali, dei nuovi architetti che assimilano nuovi concetti dai paesi anglosassoni e li trasformano ricreando nuove tendenze nel pieno rispetto dei compratori e dei fruitori europei.</p>
<p>Foto: andreas reimann &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Storia della grafica</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 10:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Empatia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Parlare di grafica significa sostanzialmente parlare di immagine. Immagine fotografica, immagine virtuale, immagine prodotta virtualmente al computer. La grafica, quindi, è un settore particolare che si occupa di comunicazione di idee attraverso le immagini. Oggi si associa la grafica al &#8230; <a href="http://www.arte-com.it/grafica/storia-della-grafica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-22" title="Fiore" src="http://www.arte-com.it/wp-content/uploads/2012/01/Immagine-300x225.jpg" alt="Immagine virtuale" width="300" height="225" /><strong>Parlare di grafica significa sostanzialmente parlare di immagine. Immagine fotografica, immagine virtuale, immagine prodotta virtualmente al computer. La grafica, quindi, è un settore particolare che si occupa di comunicazione di idee attraverso le immagini. Oggi si associa la grafica al marketing e alla pubblicità, eppure quello grafico è un settore che ha preso il via molto tempo fa.</strong></p>
<h2>La nascita della grafica</h2>
<p>La nascita della grafica, infatti, risale al XV secolo, periodo in cui si è avvertita per la prima volta l’esigenza di produrre un’immagine in serie. In passato, tuttavia, le prime immagini realizzate in serie erano molto diverse e più rudimentali rispetto a quelle odierne. Nel XV secolo, infatti, le copie delle immagini venivano realizzate con l’ausilio di una matrice e – nella maggior parte dei casi – la tecnica utilizzata era quella della silografia. Attraverso questa tecnica le immagini venivano riprodotte utilizzando appunto la matrice, cioè una tavola in legno, su cui veniva impressa l’immagine. Questa tavoletta, in un secondo momento, veniva ricoperta di inchiostro e questo passaggio permetteva la riproduzione in serie dell’immagine. L’incisione dell’immagine sull’inchiostro avveniva attraverso la pressione di un torchio che – a mo’ di timbro – poi realizzava l’immagine su carta, su cotone o su seta a seconda delle esigenze di ciascuno.</p>
<h2>Il passaggio dalla silografia alla calcografia nella riproduzione grafica</h2>
<p>La tecnica della silografia rimase fino al XVI secolo, periodo in cui ad essa si unì una seconda tecnica, quella della calcografia. Come si intuisce già dal nome, in questo caso la riproduzione in serie dell’immagine si realizzava mediante un calco che in genere era di metallo. Se nel caso della silografia, l’immagine veniva riprodotta in rilievo, nel caso della calcografia, invece, l’immagine veniva riprodotta scavando all’interno del metallo utilizzato (o il rame o lo zinco). Si tratta di tecniche antiche che oggi sono ormai in disuso. Ciononostante, proprio queste tecniche che oggi appaiono così antiquate, hanno posto le basi delle moderne macchine di stampa che consentono la riproduzione di centinaia di migliaia di immagini in pochi secondi. Inoltre, proprio a partire da queste prime tecniche di riproduzione grafica è nata la possibilità di riprodurre tecnicamente anche le opere d’arte a stampa.</p>
<p>Foto: Jaroslaw Grudzinski &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Lavorare nel mondo della grafica</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 11:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Empatia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’epoca della peggiore crisi economica dopo quella del ’29, nell’epoca della disoccupazione globalizzata, della mancanza di speranza oltre che di lavoro ci sono alcuni settori che non risentono della crisi ma che, al contrario, raddoppiano il proprio fatturato. Tra questi &#8230; <a href="http://www.arte-com.it/grafica/lavorare-nel-mondo-della-grafica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arte-com.it/wp-content/uploads/2012/01/Grafica-300x200.jpg" alt="Lavorare nel mondo della grafica" title="Grafica" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-28" /><strong>Nell’epoca della peggiore crisi economica dopo quella del ’29, nell’epoca della disoccupazione globalizzata, della mancanza di speranza oltre che di lavoro ci sono alcuni settori che non risentono della crisi ma che, al contrario, raddoppiano il proprio fatturato. Tra questi gioielli, lusso e grafica!</strong></p>
<h2>Più grafici più lavoro</h2>
<p>Si moltiplicano, infatti, anche in Italia le offerte di lavoro per grafici e web designer. La richiesta aumenta perché è aumentato notevolmente il numero di imprese ma anche di liberi professionisti che dispongono di un sito internet personalizzato. Per fare un sito internet, infatti, c’è bisogno della competenza di un grafico che si occupa dell’ impostazione e della gestione delle immagini e dei contenuti. Il grafico, tuttavia, non serve solo a creare siti internet, ma è una figura essenziale nella creazione e nella gestione della pubblicità. Le immagini pubblicitarie, infatti, non sono semplici fotografie bensì sono creazioni virtuali spesso modificate con programmi particolari e difficili da usare come il celebre Photoshop che consente di modificare qualsiasi tipo di immagine a seconda delle esigenze. Alla luce di queste richieste, dunque, sono notevolmente aumentate le offerte di lavoro per i grafici. </p>
<h2>Il lavoro del professionista e quello del diplomato</h2>
<p>Ma come si fa a diventare un grafico? E’ possibile ammettere, senza sbagliare, che ci sono due tipologie di grafici: quelli professionisti e quelli solo diplomati. I professionisti sono i laureati che, in genere, possiedono vere e proprie agenzie di comunicazione o di pubblicità all’interno delle quali si pianificano ed organizzano strategie di marketing, anche attraverso l’uso del grafico. In questo caso, il servizio offerto da un grafico è di qualità eccellente e la professionalità è garantita. Il grafico professionista, infatti, si occupa della gestione totale di un’immagine pubblicitaria o di un’intera campagna pubblicitaria, unendo la sua capacità di elaborare virtualmente l’immagine ad idee che devono essere sempre originali e mai viste prima. Nel caso in cui, invece, il grafico non abbia consentito una laurea o comunque un percorso di studi altamente specificato è probabile che la sua competenza si limiti alla frequenza di uno degli innumerevoli corsi organizzati in materia(anche a basso costo) che mettono i frequentanti nelle condizioni di poter svolgere un lavoro di sussidio (comunque fondamentale) all’interno delle agenzie di comunicazione o di avere un ruolo di assistenza ai liberi professionisti.</p>
<p>Foto: Entropia &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 09:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Empatia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arte del '900]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecniche d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Benjiamin]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema della definizione di un’opera d’arte è stato oggetto di studi e ricerche, alcune delle quali sono realmente molto importanti. Fra queste merita sicuramente di essere menzionato un testo di Walter Benjiamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. &#8230; <a href="http://www.arte-com.it/senza-categoria/l%e2%80%99arte-nell%e2%80%99epoca-della-sua-riproducibilita-tecnica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arte-com.it/wp-content/uploads/2012/01/Arte-300x225.jpg" alt="Tecniche d&#039; arte " title="Arte" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-12" /><strong>Il problema della definizione di un’opera d’arte è stato oggetto di studi e ricerche, alcune delle quali sono realmente molto importanti. Fra queste merita sicuramente di essere menzionato un testo di Walter Benjiamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Un testo complesso, profondo e di non facile lettura che tuttavia la dice lunga su quanto l problema della definizione dell’opera d’arte abbia dominato lo scenario del ‘900.</strong></p>
<h2>Il problema dell’arte nel ‘900</h2>
<p>Oltre ai critici e ai letterati anche filosofi del calibro di Martin Heidegger si sono occupati del problema dell’arte nell’epoca delle industrie e della tecnica. Nel momento in cui un’opera d’arte, che sia essa un dipinto o una scultura, può essere riprodotta meccanicamente, che differenza c’è, se c’è, tra l’opera originale e quella riprodotta in modo meccanico? Questa è la questione che ha assillato e quasi angosciato molti intellettuali del ‘900 che si sono confrontati nel tentativo di comprendere il valore di un’opera d’arte e si sono affannati per capire quando un’opera d’arte può essere realmente definita tale. A questo proposito, il sopra citato Walter Benjiamin ha riflettuto a lungo e nel celebre testo ‘L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica’ ha parlato di aura. Una parola, aura, che in sé non ha alcun significato ma che per Benjiamin ne aveva davvero molti. </p>
<h2>L’idea di arte in W. Benijiamin</h2>
<p>Secondo Walter Benjiamin, infatti, un’opera d’arte quando è realmente tale possiede un’aura ovvero la capacità di comunicare qualcosa al fruitore che la osserva. Più che di semplice comunicazione, però, Benjiamin parla di fascinazione, di empatia, di rapimento. E’ come se nel momento stesso in cui il fruitore dell’opera la osserva, l’opera comunichi al fruitore qualcosa. Secondo Benjiamin un’opera d’arte è tale quando produce un sentimento nel suo fruitore, quando chi la osserva si emoziona e in qualche modo viene rapito dall’oggetto che ha di fronte a se. Per Benjiamin un’opera d’arte non è un semplice oggetto materiale, non è una tela o un semplice pezzo di marmo, bensì è un pezzo di marmo che prende vita, è un colore mescolato che comunica qualcosa, è la capacità dell’uomo di mettere in movimento e di dar vita a qualcosa che in se è immobile e privo di vita.</p>
<p>Foto: Ericos &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Arte</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 09:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Empatia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cos’è l’arte? La Cappella Sistina di Michelangelo è arte? La Gioconda di Leonardo? Questa è arte. E l’orinatoio di Duchamp, anch’esso è arte? Qualcuno una volta ha detto che qualcosa è arte nel momento in cui qualcuno decide che &#8230; <a href="http://www.arte-com.it/senza-categoria/arte/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5" title="Michelangelo" src="http://www.arte-com.it/wp-content/uploads/2012/01/michelangelo-199x300.jpg" alt="Arte" width="199" height="300" /><strong>Che cos’è l’arte? La Cappella Sistina di Michelangelo è arte? La Gioconda di Leonardo? Questa è arte. E l’orinatoio di Duchamp, anch’esso è arte? Qualcuno una volta ha detto che qualcosa è arte nel momento in cui qualcuno decide che esso sia arte. Qualcosa diventa arte nel momento in cui viene esposta in un museo? Oppure è arte nel momento stesso in cui un artista realizza l’opera?</strong></p>
<h2>Che cos’è l’arte?</h2>
<p>Molte domande a cui storici dell’arte, esteti e critici nel corso del tempo hanno sempre cercato di dare una risposta. Una risposta non sempre semplice da dare. Una risposta dietro la quale si annidano riflessioni, discussioni e posizioni diverse, spesso contrastanti le une con le arte. Per qualcuno la Cappella Sistina di Michelangelo è arte, ma l’orinatoio di Duchamp o la pop art di Andy Warhol non sono propriamente opere d’arte. Da una parte c’è l’ingegno e l’operosità del talento messo a disposizione del fruitore dall’altro un pezzo in ceramica esposto in un museo o una semplice stampa serigrafata. La differenza c’è e probabilmente non è solo una distinzione puramente teorica tra arte classica o moderna. Dietro l’orinatoio di Duchamp e la cappella Sistina di Michelangelo si annida una differenza di idee che sta alla base della concezione stessa dell’arte. Per molti l’arte di Michelangelo è un’arte analoga a quella di Duchamp e Andy Warhol ma nella sostanza l’ingegno di Michelangelo non è assolutamente paragonabile alle stampe di Andy Warhol. Eppure entrambe sono arte. Arte diversa, ma pur sempre arte.</p>
<h2>I diversi modi di creare un’opera d’arte</h2>
<p>In verità, le stampe di Marilyn di Andy Warhol non sono il frutto di un ‘ingegno o di una particolare abilità di un artista ma sono arte perché l’idea stessa di stampare il volto della Monroe e di realizzare un’esposizione con una stampa serigrafata in sé rappresenta un’idea artistica che nessuno prima di Andy Warhol aveva mai avuto prima. L’arte di Warhol, quindi, è nell’idea stessa dell’artista che ha avuto l’illuminazione di esporre e produrre qualcosa di nuovo che prima non si era mai vista. Il successo di questa idea, poi, è testimoniato dalla storia. Il MoMa di New York in cui sono esposte le stampe di Warhol ha più o meno lo stesso numero di visitatori che ammirano ogni anno la cappella sistina di Michelangelo.</p>
<p>Foto: mavieni &#8211; Fotolia</p>
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